L’armadio Gigli Cervi Pansa torna a casa dopo un secolo

Questa è la storia di un armadio.

L’ho scovato per caso a Scandiano (Reggio Emilia) dopo averlo sbirciato online. Stavo facendo una ricerca un po’ ostica per una cliente che abita palazzo Gigli Cervi a Parma. Appuntatevi questo nome perché tornerà utile durante il racconto.

Quando per la prima volta mi sono ritrovata al cospetto di questo armadio e ho potuto finalmente ispezionarlo mi sono accorta della presenza di un’etichetta (nel fianco sinistro interno) che riportava queste parole:

‘n. 45 / Conte A. Gigli / Parma’.

Mi è salita immediatamente la curiosità di capire chi fosse il conte A. Gigli di Parma. Dopo alcune indagini ho scoperto che si trattasse del conte Alessandro Gigli che sposa Francesca Maddalena Cervi da cui si avvia la dinastia Gigli-Cervi.

Come nacque questa dinastia?

Il doppio cognome nasce per salvare il cognome Cervi che altrimenti non si sarebbe tramandato oltre la morte di Francesca Maddalena Cervi. Ella era la zia di Orsola Robbiani Cervi, moglie di Francesco Tarasconi. Quest’ultimi comprano il palazzo Gigli Cervi di piazzale Cervi 5 a Parma. Poiché Orsola muore senza eredi tutta l’eredità passa nelle mani dei discendenti di Francesca Cervi in Gigli.

Il palazzo di piazzale Cervi 5 viene poi consegnato nelle mani di Alessandro Gigli Cervi (1758-1831), marito di Francesca Maddalena Cervi e intestatario della nostra etichetta. Dalle date di nascita e di morte del conte si presume che l’epoca di costruzione del mobile deve essere stimata intorno alla fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento.

Con molta probabilità l’etichetta è stata innestata sul legno interno dell’armadio al momento della spartizione dei beni del conte dopo la sua morte, quindi post 1831. In realtà l’armadio conserva due etichette simili: una sul fianco interno e l’altra all’esterno, sullo schienale. Le due etichette hanno la medesima dicitura e attestano che il guardaroba costituiva il bene n. 45 del conte Alessandro Gigli al momento della suddivisione ereditaria.

Dai ricordi dell’antiquario da cui l’ho scoperto a Scandiano sappiamo per certo che questo armadio è passato nelle mani di Maria Gigli Cervi Pansa. Chi era?

Si tratta della contessina, nipote di Alessandro Gigli e figlia di Luigi Gigli Cervi (1791-1857). Il padre di Maria nasce a Parma nel 1791 e diventa ciambellano di Corte e conte di Mulazzano e Faviano; nel 1833 è inoltre testimone al matrimonio tra Albertina Montenovo – figlia di Maria Luigia d’Austria e del Neipperg – e il conte Luigi Sanvitale, celebrato nell’oratorio del Ferlaro.

Maria sposa l’ambasciatore reggiano Alberto Pansa (1844-1928). Insieme sono stati testimoni oculari dei disordini e dei primi massacri degli Armeni durante il loro secondo soggiorno a Costantinopoli dal 1895 al 1901.

Dopo il matrimonio Maria si trasferisce a Cà del Vento, Regnano (Reggio Emilia) dove muore nel 1960. L’armadio segue la contessina nel suo trasferimento da Parma in provincia di Reggio e dopo la sua morte finisce nelle mani delle suore di Canali (Reggio Emilia).

Infine arriva a Scandiano (Reggio Emilia) dove l’abbiamo ritrovato nell’ottobre 2019. Dopo un secolo l’armadio appartenuto a Maria Pansa è ritornato a palazzo Gigli Cervi Pansa di Parma, nella sua antica dimora.

1 commento su “L’armadio Gigli Cervi Pansa torna a casa dopo un secolo”

  1. Alessandro Gigli-Cervi

    In realt? Maria Addolorata era figlia di Alessandro (III) Gigli-Cervi (1829-1886), che era il primogenito di Luigi I Gigli-Cervi e Carolina Bondani. Egli spos? a Padova il 25-11-1851 la Nobile Paola Gaudio, nata a Padova il 23-8-1832, figlia del Nobile Francesco Gaudio e di Anna Meneghini, morta il 31-3-1906. I loro figli erano Giovanni (II) Luigi Francesco Ormisda Maria, Luigi (II) Dionigi Alessandro Francesco Ignazio Maria e Maria Addolorata Domenica Adelaide (la futura consorte dell?Ambasciatore Alberto Pansa.

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