Diulgheroff ad Albisola: le ceramiche futuriste Mazzotti

Questo servizio da tè rappresenta una delle prime cose che ho accantonato con l’intenzione di studiarle meglio.

Ciò che sapevo quando ho iniziato le indagini è che si trattava di un regalo fatto da un marito alla moglie per il loro anniversario negli anni Sessanta. E sapevo che questo servizio non era affatto piaciuto alla moglie per un design ritenuto troppo audace.

Primo comandamento quando si studiano le ceramiche: ribaltarle a testa in giù e andare a caccia del marchio.

Il marchio in questo caso recita V.M.A. in stampatello sotto tutte le sei tazze, mentre sotto la zuccheriera e la teiera troviamo “V. M. Albisola“.

Facile è stato risalire alla manifattura. Le iniziali puntate stanno per Vittoria Mazzotti. Ma chi era?

Vittoria era la figlia di Giuseppe Mazzotti, fondatore nel 1903 della Giuseppe Mazzotti Manifattura Ceramiche in Pozzo Garitta ad Albissola Marina, un paesino in provincia di Savona.

Fin dal Quattrocento i comuni di Albissola Marina e di Albisola Superiore sono noti per la manifattura della ceramica: dalla spiaggia erano infatti prelevate argilla rossa e terra bianca con cui si confezionava il biscotto, la base dell’impasto.

Il fratello di Vittoria, Tullio d’Albisola, e il loro padre Giuseppe ‘Bausin’ erano amici dei futuristi Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Colombo (Fillia) e Vittorio Osvaldo Tommasini (Farfa). Il 7 settembre 1938 Tullio d’Albisola pubblica insieme a Marinetti “Il Manifesto futurista della Ceramica e Aeroceramica”.

Un incontro fortunato per i Mazzotti fu quello con il designer e artista bulgaro Nicolaj Diulgheroff che dal 1930 al 1934 progetta e realizza la casa-laboratorio di Tullio d’Albisola, unico esempio italiano di architettura completamente futurista arrivata fino ai giorni nostri e oggi sede della ditta Ceramiche Mazzotti.

Durante il periodo della sua permanenza ad Albisola, Diulgheroff progetta arredamenti e ceramiche futuriste ancora oggi prodotte dalla manifattura seguendo i disegni originali degli anni Trenta.

Vittoria Mazzotti (1907-1985), figlia di Giuseppe e sorella di Tullio, dal 1959 al 1984 continua a produrre ceramiche sotto la ragione sociale “V.M.A” (Vittoria Mazzotti Albisola). Nel 1985 alla morte della madre, la figlia Esa ne cambia la ragione sociale in “Ceramiche Mazzotti-Esa”.

Il servizio arrivato in nostro possesso – composto da sei tazze, una teiera, una zuccheriera e una lattiera – è stato quindi realizzato tra il 1960 e presumibilmente la metà degli anni Settanta. Il suo design rispecchia però fedelmente quello ideato da Diulgheroff insieme all’amico Tullio almeno trent’anni prima.

Sono note – secondo il sito ufficiale dell’azienda albisolese – due tipologie di ceramiche futuriste: la prima è in terracotta con forme ‘sbilenche, insensate ed eccentriche’, decorata con motivi geometrici a colori ‘urlanti’ e ricoperta di cristallina traslucida. La seconda, successiva di qualche anno, è terracotta maiolicata matt con effetto a buccia d’arancia, decorata con motivi geometrici a colori vivaci e sfumature.

Nel 2014 il Solomon R. Guggenheim Museum di New York ha organizzato la mostra “Italian Futurism, 1909 – 1944: Reconstructing the Universe” rendendo omaggio anche alle ceramiche Mazzotti.

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